Ultimamente ho avuto l’occasione di incontrare p. Paolo Dall’Oglio s.j., un gesuita italiano che vive in Siria. Più di vent’anni fa decise di rifondare un antico monastero disabitato da secoli, Daīr Mār Mūsa al-Ḥabaši (che significa Monastero di San Mosé l’Etiope), per dedicarsi al dialogo tra cristiani e musulmani in terra siriana. Condivide con lui questa missione una comunità di circa dieci membri di tradizione sia cattolica che siro-ortodossa.
Raccontaci qualcosa del monastero e della vita che conducete.
La nostra vita al monastero è una vita di preghiera, che è una comunicazione continua, cosciente e profonda con Dio. Essa per noi è un obiettivo, diritto e dovere. Essa ha la sua sorgente nell’eucaristia che costituisce il centro della nostra vita monastica. I nostri ospiti sono invitati a condividere con noi i momenti di preghiera. Utilizziamo la lingua araba nella preghiera.
È una vita di povertà e lavoro: abbiamo sempre scoperto che ogni volta che lasciamo le cose a cui siamo attaccati, Dio, generoso, si affretta a venire in nostro aiuto secondo la sua meravigliosa economia. Il lavoro esprime la nostra partecipazione all’opera del Creatore. Nel lavoro collaboriamo con alcuni laici che condividono con noi i nostri sogni. La semplicità evangelica della vita di Nazaret è un’immagine che ci ispira e Charles de Focauld è un maestro a cui ascoltiamo.
È una vita di ospitalità: ci ispiriamo ad Abramo, che ha ricevuto Dio nella sua tenda. Tanti ospiti, soprattutto quelli che hanno superato il livello di una semplice visita di curiosità o di turismo, vengono per incontrare la comunità che li accoglie in un atmosfera spirituale e con stile evangelico salvaguardando la loro propria personalità. Abbiamo sempre il desiderio che il nostro ospite trovi un’oasi nella quale può calmare la sua sete.
È una vita consacrata al dialogo: questo tipo di vocazione sembra essere molto difficile in un periodo come il nostro, e lo è veramente. Noi proviamo a vedere, anzi, crediamo nell’amore di Gesù Cristo per i musulmani… Sentiamo il bisogno di costruire i ponti per poter avvicinarsi all’altro per poterlo conoscere…La comunità di Mar Musa organizza dei incontri di dialogo in cui Musulmani e Cristiani si incontrano e fanno delle esperienze spirituali e profonde dello stare insieme. Qual è il ruolo della Chiesa in una società di maggioranza musulmana, questa è la nostra domanda a cui proviamo a rispondere in ogni momento della nostra vita: abbiamo due possibilità: o ci chiudiamo dentro la nostra realtà senza un’apertura verso l’altro e questo finirà con la morte, o proviamo ad aprirci all’altro per poter costruire una vita… Malgrado la difficoltà l’apertura ci potrebbe guidare una vita piena in Cristo… Leggi il seguito di questo post »