Padova: attività ad ampio spettro!

9 Dicembre 2009

Il Centro Giovanile Antonianum (il sito è in aggiornamento) è una realtà molto articolata, e si muove su tre campi diversi: la formazione, la pastorale giovanile e il lavoro nel sociale.

Quando parlo di formazione intendo dire che c’è una casa di formazione degli scolastici, che sono i giovani gesuiti che si preparano alla loro futura ordinazione, dove studiano filosofia. Questa presenza è diventata l’occasione per organizzare, in collaborazione con un gruppo di laici, dei cicli di conferenze, che quest’anno è stata su “le dimensioni del tempo” e su “Il senso della vita”.

Riguardo alla pastorale giovanile, anche qui le proposte sono tantissime: oltre ai gruppi, come gli Scout, il MEG, la CVX, il gruppo universitari e i gruppi famiglia, ci sono anche altre proposte come la lectio biblica. La 3ªdomenica di ogni mese dalle 9.15 alle 11.00, da ottobre a maggio, P. Paolo Bizzeti propone la lettura del libro degli Atti degli Apostoli, per conoscere il vero volto della comunità cristiana.

Inoltre, dal 30 gennaio, ogni quindici giorni, è proposto un altro modo di pregare: quello della drammatizzazione, che già abbiamo presentato in un post precedente.

Tutto questo accompagnato da cineforum, ritiri mensili, attività sportive, periodi di vacanza insieme, e la possibilità per gli studenti di usufruire della sala studi del centro giovanile.

Ma non manca la preoccupazione per chi vive in situazioni di difficoltà. L’associazione “Popoli Insieme”, per esempio, si occupa di aiutare persone che, emarginate in quanto povere e straniere, soprattutto all’inizio del loro soggiorno in Italia, hanno bisogno di sostegno per trovare lavoro e condurre una vita dignitosa, integrata nel tessuto sociale della città. A questo fine gestisce un centro di accoglienza e offre un servizio di accompagnamento per il loro inserimento. Inoltre, organizza campagne di sensibilizzazione nelle scuole della città.

L’associazione “Patatrak” propone esperienze di servizio attraverso la clownerie e la giocoleria, mentre l’associazione “Universitari Costruttori” svolge da tanti anni un servizio di costruzione e ristrutturazione di edifici in favore di persone o comunità particolarmente bisognose.

Oltre a queste associazioni, che offrono il loro servizio a livello cittadino, c’è anche il “Progetto Chad”, che in questo momento sta sostenendo la realizzazione di un impianto fotovoltaico per l’ospedale di Maingarà.

Come si vede, ci sono proposte adatte per tutte le età e tutte le esigenze. Ma la cosa bella è che nonostante le differenze di età e di sensibilità le persone che frequentano il centro giovanile Antonianum costituiscono una sola comunità!


Ricordando S. Francesco Saverio

3 Dicembre 2009

Oggi ricorre la memoria di S. Francesco Saverio. Abbiamo pubblicato già qualcosa su di lui, qualche tempo fa.

Girellando in internet ho trovato anche questo: un cartone animato che racconta la sua vita. Magari non è come la vita si Sant’Ignazio di Legola, nel post precedente, ma spiega bene le tappe della sua vita!

Eccolo!

Vita di S. Francesco Saverio

Nel caso dovesse violare le leggi sul copyright, vi prego di avvertirmi e rimuoverò il link immediatamente.


S. Ignazio di Legola

19 Novembre 2009

Volete conoscere la vita di S. Ignazio ma non avete voglia di leggervi l’autobiografia? E allora guardatevi questo video che mi hanno postato su Facebook un po’ di tempo fa. Cliccate qui.

 

Oddio, non è proprio “storico”, ma le cose di fondo ci sono. E mooolto altro! :D


20 anni dalla strage dell’UCA

16 Novembre 2009

Ormai sono passati già vent’anni dalla strage dell’Università del Centro America. Vi morirono i sei gesuiti della comunità, la cuoca e la figlia di 16 anni.

Così l’ex generale della Compagnia Peter-Hans Kolvenbach li ha ricordati un po’ di tempo fa. Inoltre, chi conosce un po’ di spagnolo può dare un’occhiata alla pagina che l’UCA dedica a questi gesuiti: http://www.uca.edu.sv/martires/new/indice.htm

Ricordo perfettamente la sera in cui ricevetti la notizia dell’uccisione dei gesuiti nel Salvador. Non dimenticherò mai quella sera che mi ha profondamente commosso. Ma capii subito che dovevo agire immediatamente. Mi rivolsi al Vaticano per informarlo che c’erano altri nomi nella lista dei condannati dai militari e che bisognava mobilitare urgentemente i canali diplomatici per evitare altre uccisioni.
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Evangelizzare attraverso la drammatizzazione

14 Novembre 2009

Come vi avevo promesso nel precedente post, ecco che cos’è una drammatizzazione, raccontata da Tiziano, un gesuita che vive a Bologna, e Raffaele.

Nella nostra storia, nella nostra storia con il Signore, ci troviamo spesso di fronte a dei bivi, a decisioni importanti, e sperimentiamo lunghi combattimenti, sentiamo dentro di noi un miscuglio di desideri e di paura, andiamo un po’ di qua e un po’ di là, ci sentiamo persi…  Scappo o mi fido? E’ tutta un’illusione o c’è davvero una Parola per me? Ma poi, il Signore, mantiene le sue promesse?

E’ sorprendente accorgersi che in questo gioco di sentimenti, di attese, di fughe, di incertezze non siamo soli. Non siamo soli perché c’è una lunga storia di persone, narrata nella Bibbia, che hanno vissuto esattamente le nostre stesse dinamiche.

Le tecniche di drammatizzazione biblica sono un modo coinvolgente, dinamico, di gruppo, di immedesimarsi nei personaggi biblici mettendo in relazione la storia narrata nel testo con la propria vita.  In questo modo la Parola biblica apre nella nostra vita nuovi orizzonti di speranza e la vita di ciascuno diventa essa stessa strumento per una comprensione più intima della Parola.

Si potrebbe dire che questo approccio coinvolgente ci mette in moto (la parola “dramma”, dal greco, significa azione, storia) e ci aiuta a fare qualche passo in più nel costruire la nostra storia, innestata dentro una Storia più grande.

Molti gesuiti adottano questo approccio al testo biblico, in quanto permette il realizzarsi di quell’aspetto squisitamente ignaziano che è il lasciare che il testo colpisca ed entri a fecondare ogni piega della vita di ciascuno.

Temo che non sia possibile descrivere i particolari di queste tecniche. L’unico modo per comprenderle, è viverle!


Per questo aggiungiamo il racconto di un giovane universitario pugliese, Raffaele, che ha vissuto tre giorni di drammatizzazione biblica a Bologna, a Villa San Giuseppe, guidati da alcuni gesuiti, insieme ad una quarantina di giovani provenienti da tutt’Italia:

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Bologna. Parola e spiritualità

13 Novembre 2009

Bologna - Veduta notturna dell'antica Chiesa di san LucaOggi vi parliamo della realtà dei gesuiti in terra bolognese. Anche qui la Compagnia è attivissima, e ha un occhio di riguardo per gli universitari che vivono questa città. C’è solo una comunità che lavora in due modi distinti, ma non certo separati.

La prima attività di cui vi parlo è la casa di esercizi Villa San Giuseppe, una casa che si trova sui colli bolognesi. Qui c’è la possibilità di poter passare del tempo in silenzio e preghiera, nel verde e con l’aiuto dei padri, sempre disponibili per colloqui e accompagnamento nella preghiera. Oltre agli esercizi spirituali (che cosa sono? Leggi qui), sono proposti corsi di approfondimento della Parola tenuti da biblisti veramente in gamba. Lo so perché ci sono stato! Ma le attività sono tante, diverse e pensate guardando alle necessità dei giovani. Ad esempio, le drammatizzazioni, delle quali parleremo nei prossimi giorni.

Per il calendario e le proposte, vi rimando al programma dei corsi.

L’altra attività è il Centro Poggeschi, un palazzo in pieno centro nel quale gli studenti trovano un luogo di ritrovo, di studio, di attività di volontariato e di assistenza spirituale. Se non è facile spiegare “che cosa è” una qualsiasi opera della Compagnia, ancora più difficile è farlo per il Centro Poggeschi! Allora è una realtà incasinata e basta? No. Il filo rosso che unisce tutto ciò che è fatto in quel luogo è la centralità della preghiera, dell’Eucarestia e della Parola di Dio, alla luce della spiritualità ignaziana. Alcune della cose più interessanti sono il progetto Pietre Vive, che ha come scopo quello di scoprire l’arte come forma di catechesi e preghiera (ne abbiamo già parlato, leggete qui), e gli EVO, cioè gli esercizi spirituali durante la vita quotidiana.

Per avere più chiarezza, questo è il loro progetto, e questo è quello che fanno.


Milano: tra Bibbia e arte

4 Novembre 2009

Come promesso, eccovi alcune informazioni sulle numerose attività che i gesuiti hanno tirato su in giro per l’Italia.

Cominciamo da Milano (da qualche parte bisognava pur cominciare, no?). Qui i gesuiti sono attivissimi su tanti fronti, dall’arte figurativa ai cineforum, dalle lectio bibliche alla formazione diretta all’evangelizzazione.

La Comunità di Villapizzone si dedica alla Parola, tenendo corsi biblici che partono da un primo approccio per chi è lontano dalla fede, fino a corsi di approfondimento per chi volesse conoscere e pregare la Bibbia sempre di più. Tra queste ne cito solo un paio: la lettura del Vangelo di Luca, guidata da Silvano Fausti e Guido Bertagna (il lunedì presso la chiesa di San Fedele) e la lettura del Vangelo di Marco guidata da Silvano Fausti e Beppe Lavelli (il martedì, ore 21.00 presso la Comunità di Villapizzone).

In realtà queste lectio nascono e si inseriscono in un progetto più ampio di vita comune con alcune famiglie. Il loro “manifesto” è qui.

La Comunità di San Fedele invece ha centrato il suo lavoro soprattutto nel campo artistico attraverso il Centro Culturale, che organizza cineforum, rassegne teatrali, e mostre d’arte. Ha istituito anche un premio di arti visive. Oltre a ciò, a questa comunità fanno capo Popoli, rivista dei gesuiti che si occupa di problematiche internazionali, e Aggiornamenti Sociali, che si occupa di questioni politiche e sociali.

Anche per San Fedele le attività sono talmente tante che non mi resta che rimandarvi al sito. Dategli un’occhiata, che ne vale la pena.

Qui invece  trovate l’elenco delle numerose attività che organizzano tutti i gesuiti milanesi insieme, grazie anche al supporto della terza comunità attiva su Milano, che lavora nel collegio Leone XIII.

http://www.sanfedele.net/sf/arte/index_n.html

Ma si può sapere che fanno i gesuiti?!

1 Novembre 2009

Eh si, è un pezzo che non pubblichiamo più niente sul blog. Ma che ci volete fare? Ricominciano i corsi, c’è da ricominciare ad organizzare le attività, gli impegni si accavallano e alla fine non hai neppure il tempo di pensare a cosa ci sarebbe di interessante da pubblicare riguardo a quello strano mondo che gravita intorno ai gesuiti.

Ma proprio l’altro giorno qualcuno mi ha dato un’idea. Mi si faceva notare che non è sempre facile trovare nelle proprie città delle lectio bibliche, dei gruppi di condivisione e roba simile. Ma non perché non ce n’è, ma perché non si sa che esistono! Ecco, nei prossimi post cercheremo di pubblicare le iniziative che i gesuiti hanno pensato per i giovani (quindi se cercate informazioni su tornei di canasta, non venite qui). L’idea sarebbe poi quella di puntare l’attenzione su alcune attività che portano dentro di sé in modo particolare il DNA della spiritualità ignaziana.

La prima tappa sarà Milano!


Piccole aquile a Selva

12 Settembre 2009

Avete mai sentito parlare dei campi estivi di Selva di Val Gardena? Che li conosciate o meno, leggete come li descrive qualcuno che ci è stato…

***

“…È un campo di due settimane, in montagna, a Selva di Val Gardena, per i ragazzi dai 15 ai 18 anni… potrebbe esserti utile, sicuramente sarebbe una bella esperienza: conosceresti gente della tua età ed avresti l’occasione di confrontarti con loro ed anche con te stessa!”…

Mi avevano presentato più o meno così l’esperienza dei mini-corsi di Selva… In realtà, questa è la descrizione che si può dare a parole, ma VIVERLA, questa esperienza, è tutta un’altra cosa!!

Era già qualche anno che il nostro carissimo amico Ale cercava di convincermi a partecipare a questa esperienza, ma purtroppo le circostanze sono sempre state a sfavore… poi, finalmente (e fortunatamente), sono riuscita a raggiungere quel paesino tra i monti che è Selva…

La prima reazione??

“Oddio, aiuto!!!E adesso cosa faccio?!Non conosco nessuno, non so cosa si fa qui…AIUTO, dov’è l’uscita di emergenza?!”

Quanto ci ho messo a farmi passare l’attacco di panico??… Beh… circa 5 minuti =)

Proprio così: una delle cose più belle (e strane) di Selva è l’impressione di non essere giudicato da nessuno e di poter essere tranquillamente te stesso senza aver paura di cosa penserà la gente… impressione che presto, si trasforma in certezza, lasciandoti sorpreso e con un grande sorriso stampato in faccia… sorriso che difficilmente riuscirai a toglierti di dosso per tutta la durata delle due settimane !! Leggi il seguito di questo post »


Nella Terra del Santo

4 Settembre 2009

Terra Santa 2009

Ed eccoci, dopo una pausetta, a raccontarvi altra un’altra esperienza di questa estate. Ve la racconta Andrea, pellegrino nella Terra del Santo.

IMMAGINI DI UN PELLEGRINAGGIO: STORIA DI VITA VISSUTA PER LE VIE DELLA TERRA SANTA (17-31 AGOSTO 2009)

La prima immagine è questa: è pomeriggio, sole, caldo e insetti, parte la meditazione della giornata.

“Dobbiamo portare la Bibbia?”, echeggia questa domanda da dietro le mie spalle mentre la sto estraendo dallo zaino che ormai ha sempre più la forma della mia schiena.

Non faccio in tempo a girarmi che la risposta arriva tra lo stupore e le risate generali: “Ce le hai le mutande? Si? E allora hai anche la Bibbia!”.

Beh, la proporzione sembra quasi blasfema ma rende l’idea: io sto al Pellegrinaggio come le mutande stanno alla Bibbia!

Per riprendere le parole di qualcuno: “chi ha orecchie per intendere, intenda”…poi se vuole farsi anche una bella risata ben vanga: avvalora ancora di più il significato di questa stravagante matematica da Pellegrinaggio.

Altra immagine: un pullman che in retromarcia sale lungo uno strapiombo sul deserto.
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